Gli studenti castrovillaresi celebrano il 25 Aprile

«E in virtù d’una parola/Ricomincio la mia vita/Sono nato per conoscerti/per chiamarti/LIBERTÀ». Con la poesia “Liberté” di Paul Èluard, recitata da uno studente, si è aperta, il 24 aprile, nel Salone del Palazzo di Città, la manifestazione culturale per la Festa della Liberazione, organizzata dall’Associazione Italiana di Cultura Classica e dalla Biblioteca civica “U. Caldora”, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale. All’iniziativa hanno aderito: ANPI, AIGA, ICSAIC, SPI-CGIL, e gli istituti scolastici castrovillaresi. Studenti del Liceo Classico “G. Garibaldi”, del Liceo Scientifico “E. Mattei”, dell’Istituto Tecnico Commerciale “Pitagora”, dell’Istituto Alberghiero “K. Wojtyla” hanno  coinvolto il numeroso pubblico con la lettura di testimonianza storiche e con canti simbolo della lotta partigiana e della sofferenza causata dalla guerra: “Bella ciao”, “Fischia il vento”, “La vita è bella”, “La guerra di Piero” e “Auschwitz”. Dopo i saluti del Sindaco, avv. Domenico Lo Polito, che ha sottolineato il prezioso contributo culturale offerto dall’AICC alla nostra città e in ultimo il grande lavoro, già avviato dalla stessa, di riordino e valorizzazione della Biblioteca “U. Caldora”, gli interventi di  Giuseppe Guido, segretario generale CGIL Pollino-Sibaritide-Tirreno, Francesco Giordano, presidente Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA), Luigi Blotta, docente dell’Istituto Alberghiero di Castrovillari e Francesco Spingola, vicepresidente dell’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea (ICSAIC), hanno evidenziato il ruolo fondamentale dei partigiani che hanno pagato con il loro sangue la conquista della libertà. Nelle parole di tutti l’invito a difendere la Costituzione, a lottare per la giustizia e la democrazia e, soprattutto, a rigettare ogni rigurgito fascista, che come ricorda la senatrice a vita Liliana Segre, deportata a soli 14 anni ad Auschwitz, purtroppo ancora oggi affiora e spaventa. Essere partigiani oggi significa avere il coraggio di ripudiare ogni forma di violenza, essere a fianco degli ultimi e dei deboli. Tra le altre, significativa la testimonianza, letta da una studentessa, di Eusebio Giambone, di 40 anni, fucilato il 5 aprile 1944 a Torino con altri 7 partigiani, che così scriveva alla figlioletta Gisella: «Per me la vita è finita, per te comincia, la vita vale di essere vissuta quando si ha un ideale , quando si vive onestamente, quando si ha l’ambizione di essere non solo utili a se stessi ma a tutta l’umanità». Momento di grande commozione è stato, inoltre, il ricordo di Carlo Alfano, castrovillarese, medaglia d’Onore alla memoria; catturato dai tedeschi il 12 settembre 1943 e internato in un campo di concentramento nei pressi di Danzica: vivo per miracolo riuscì a tornare a casa dopo indicibili sofferenze. Il prof. Luigi Blotta, presentando una mostra, allestita per l’occasione, di documenti e lettere di Alfano dalla prigionia, ha messo in luce il contributo dato dagli IMI (Internati Militari Italiani) alla lotta di Liberazione. Il Presidente Ciampi, in visita nel 2001 a Cefalonia, luogo dove morirono, nel 1943, 8440 soldati italiani per mano tedesca, riconobbe nei caduti militari i fondatori della Patria e nel loro sacrificio il primo atto della Resistenza. In chiusura il Presidente dell’AICC, prof. Leonardo Di Vasto, che ha coordinato l’evento, ha sottolineato come la lotta e il sacrificio per la liberazione furono sostenuti da italiani del nord e del sud. Del resto, Ferruccio Parri, il primo Presidente del Consiglio dell’Italia democratica, ha osservato: «Per noi l’Italia è una sola, per noi non esiste un nord e un sud, siamo tutti italiani nello stesso modo e facciamo solo una distinzione fra gli italiani che vogliono la libertà e quelli che non la vogliono».

 

 

 

Maria Lucilla Aprile